Centro di Ascolto diocesano

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Sede:    Via Trinchera 7 – Napoli
 
Destinatari/utenti:   Persone in difficoltà (italiane)
 
Giorni e Orario di apertura/attività:  
LUNEDI’ – MERCOLEDI’ – VENERDI’ dalle ore 9.30 alle ore 12.00 secondo specifica turnazione. 
 
 
Il Centro Ascolto diocesano è una “ porta aperta ”: accoglie, incontra, ascolta, informa, orienta; stabilisce collegamenti con la parrocchia di appartenenza delle persone in difficoltà e con le strutture necessarie definendo con loro l’intento/risposta nella logica del “lavoro di rete”. Il CdA assume anche il compito di coordinamento e di comunione con i CdA parrocchiali; cura la formazione iniziale e permanente degli operatori.                          (Gli operatori del Centro di Ascolto ) (…) dobbiamo annunciare la speranza partendo dall’ascolto… …coinvolgendo tutti , utilizzando tutte le forze della Diocesi nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. (…)…vivendo la comunione fraterna in Cristo, fondamento ontologico della Chiesa. imparando a comunicare, a confrontarci, a lavorare insieme, a saper accettare le idee e le proposte degli altri se sono valide per la costruzione del bene comune.( Cardinale Crescenzio Sepe, Il Sangue e la Speranza, pag. 22 )  Progetto del CdA

Premessa

Il Centro di Ascolto diocesano  è un luogo pedagogico  è un’occasione di aggancio con la Parrocchia  ha un ruolo di mediazione  non sostituisce il Centro di Ascolto parrocchiale;Esso necessita di un Progetto checonsente di sapere dove andiamo , chi siamo e la finalità da raggiungere;permette loro di camminare insieme verso lo stesso obiettivo;pone al centro la persona;è al servizio della persona;definisce lo stile di comportamento ed il loro modo di essere volontarie del Centro di Ascolto della Caritas diocesana;stabilisce le regole comuni per non confondere e disorientare la persona in difficoltà. Finalità Il Centro di Ascolto Diocesano persegue la finalità essenziale della Caritas Diocesana di Napoli :fare attenzione agli ultimi come persone,avendo come meta la promozione umana, sociale, spirituale di ciascuno attraverso l’ascolto-incontro,il lavoro di rete e di coordinamento, di in-formazione e di stimolo.Tale finalità viene perseguita dalla Caritas diocesana attraverso il Centro di Ascolto che contribuiscea costruire comunità parrocchiali capaci di condividere i bisogni per restituire dignità alle persone; più consapevoli e corresponsabili nei confronti delle povertà incontrate;ad interagire con il territorio per individuare le possibili risposte ai bisogni delle persone incontrate. Obiettivi specifici Condividendo la finalità sopra descritta e consapevoli delle fatiche, dei limiti e delle difficoltà nel raggiungerla, le volontarie si impegnano, con stile collaborativo, a perseguirla attraverso tre obiettivi specifici.1)  In riferimento alla persona- testimoniare uno stile di accoglienza fraterna, paziente, partecipativa, amorevole al di là delle risposte da dare attraverso:il rispetto profondo della persona, dei suoi valori, ritmi e limiti; l’ascolto attento;la chiarezza nel colloquio;l’orientamento e l’accompagnamento alla parrocchia di provenienza ed ai servizi e alle risorse del territorio;il progetto personalizzato ed elaborato insieme alla Parrocchia di provenienza;la riscoperta e la valorizzazione delle capacità e delle risorse della persona;lo sguardo al contesto e all’ambiente familiare e sociale della persona. 2)  In riferimento alle parrocchie- promuovere, sensibilizzare ed accompagnare le parrocchie a farsi carico delle persone in difficoltà ed a costituire la Caritas parrocchiale.Per realizzare tale obiettivo, le volontarieindividuano i responsabili delle Caritas parrocchiali ed i referenti decanali con i quali creano opportunità di incontri per riflettere insieme sulla situazione della persona in difficoltà;segnalano e consegnano le persone in difficoltà alle rispettive comunità parrocchiali di appartenenza;si incontrano con gli operatori dei Centri di Ascolto Parrocchiali o con il Parroco per la discussione del caso e per elaborare un progetto di aiuto specifico, sostenibile e rispettoso delle potenzialità e della dignità della persona in difficoltà;promuovono la compartecipazione con la Parrocchia della presa in carico della persona in difficoltà;offrono informazioni e supporto ai Centri di Ascolto Parrocchiali.Progettare insieme alla persona gli interventi da effettuare.offrono informazioni e favoriscono il collegamento tra i Centri di Ascolto e i servizi;forniscono consulenze su situazioni particolarmente complesse seguite dal Centro di Ascolto. 3)  In riferimento al gruppo delle volontarie – curare la formazione e l’aggiornamento attraversoincontri periodici di verifica, di confronto e di discussione delle situazioni più complesse con il Direttore e/o con la Coordinatrice;partecipazione a Corsi di formazione organizzati dalla diocesi o dalla Caritas italiana;conoscenza delle funzioni e degli obiettivi del Centro di Ascolto e consapevolezza di non poter risolvere tutti i problemi; 4)  In riferimento agli interventi

– conoscere le risorse interne ed esterne;
– curare la mappa dei servizi;
– individuare dei criteri per erogare il contributo economico della Caritas diocesana attraverso

incontri per conoscere i progetti della Caritas diocesana;partecipazione agli incontri del Laboratorio dei referenti decanali per conoscere meglio le situazioni delle Caritas parrocchiali e dei Centri  di Ascolto;scambi, contatti e collaborazioni con le Istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio;rapporti con gli operatori ed i responsabili dei servizi: Regione, Provincia, Servizi Sociali, ASL, Consultori, Comunità di Accoglienza, Gruppi di volontariato, Patronati, Strutture ospedaliere;contatti telefonici e collaborazione con le Caritas Diocesane ed i Centri di Ascolto in Italia. Strumenti Colloquio come mezzo principale ed efficace per instaurare un rapporto costruttivo che aiuti la persona a comprendere le proprie situazione problematiche, per raccogliere e dare informazioni.Progetto personalizzatoLavoro di rete per sostenere la persona e per creare opportunità di risposte. La rete potrà essere costruita con la famiglia, gli amici, il gruppo, i servizi presenti sul territorio.EquipeMappa delle risorse, la conoscenza del territorio, delle leggi nazionali e regionali, delle delibere comunali.Scheda per raccogliere i dati della persona e della sua situazione.Consulenza legale da parte di professionisti che mettono a disposizione gratuitamente la propria competenza.